“I Piatti sono Memoria”, grazie al film Amore, Cucina e Curry

Amore-cucina-e-curry italianoGrazie a Richard C. Morais per aver scritto “Madame Mallory e il piccolo chef indiano”, edito in Italia da Neri Pozza. Grazie a Lasse Hallström, regista, per averlo portato sullo schermo con il titolo di “Amore, Cucina e Curry“. “I piatti sono Memoria” questa è la frase che mi ha colpito: nella pellicola c’è tutto, le radici, la famiglia, la memoria, la scoperta, il desiderio di imparare, arrivare, superarsi per rimettersi in discussione e ricominciare.

Tornare alle origini per creare qualcosa di nuovo, un cerchio perfetto che esalta l’amore e il rispetto quando si è ai fornelli. scenaE amore e rispetto per il cibo si impongono già nelle prime scene, quei ricci di mare che racchiudono l’essenza di una vita intera, il mare, la madre, la forza. La storia è quella di Hassan, giovane cuoco che in Francia si trova a dover far valere le proprie idee sulla cucina ad una rigida Madame Mellory che considera la tradizione francese l’unica degna di essere portata a tavola.Lentamente, non senza difficoltà, Hassan e Madame Mellory imparano che non esistono muri, non esistono confini se in cucina la passione è vera, l’India e la Francia scoprono di non essere poi così lontane. protagonistiUna proprietaria tanto elegante quanto scostante di un ristorante stellato, Madame Mellory, si contrappone alla caparbia dolcezza di uno chef alle prime armi ma che sa bene dove vuole arrivare. Hassan, indiano, giunto con la sua famiglia in un piccolo paese francese dopo aver perso la madre e il ristorante in un incendio in India porta una ventata di sapore speziato al tranquillo villaggio. Chi si aspetta scontri razziali ed emarginazione, ha sbagliato film, qui, si parla d’altro, di come due culture diverse riescano, grazie alla cucina a trovare un punto d’incontro, la tradizione che sposa l’innovazione che è tradizione per un altro popolo. copertina libroContrapposizione felicemente riuscita tra la raffinatezza, quasi eccessiva, della cucina francese e la sensualità decisa della cucina indiana. Mi sono lasciata trasportare fin dai primi fotogrammi e sono riuscita a sentire il sapore del mare, l’odore penetrante delle spezie, cardamomo, curcuma, curry e ho immaginato di assaporare le cinque salse principali della cucina francese, besciamella, olandese, vellutata, bruna, pomodoro, mi sono lasciata trasportare dalla mise en place del piccione in salsa di tartufi e ho cercato di comprendere il fascino sinistro della cucina molecolare, ma poi il momento più bello è stato assistere alla preparazione del piatto della memoria di Hassan, quella zuppa di ricci di mare che aveva imparato da sua madre dove dentro non c’erano solo gli ingredienti, ma tutto il suo mondo, una carezza per l’anima. locandina originaleIl film è la perfetta sintesi di ciò che per me è la cucina e non avrebbe potuto essere altrimenti visto che già avevo amato Lasse Hallström per aver diretto circa dodici anni fa un altro piccolo gioiello per chi mette passione nel cibo e apprezza il cinema, Chocolat e non aggiungo altro.

2 pensieri su ““I Piatti sono Memoria”, grazie al film Amore, Cucina e Curry

  1. Pingback: Tempo di castagne, ricordi e crostate | zuccaecioccolato

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