Santomiele, l’Officina del Gusto dove i fichi diventano “eccellenza”

Prignano, piccolo borgo nell’entroterra cilentano accoglie e custodisce un luogo delle meraviglie, Santomiele elegante opificio per la lavorazione del fico Cultivar Dottato e non solo. La curiosità era nata durante l’estate dopo aver assaggiato da Ci.Bo ad Acciaroli, una confettura di fichi e pere, subito acquistata, servita con formaggi tipici del territorio cilentano. Poi passano i giorni e non ci penso più ma un’amica mi racconta di una gita straordinaria, un aperitivo a sorpresa in una fabbrica elegante e fuori dagli schemi.

A questo punto non posso più rimandare, mi informo, prenoto e, in un pomeriggio di inizio autunno, vado a vedere di cosa si tratta. Mai sono stata tanto felice di lasciare per qualche ora il mio amatissimo mare. Affrontate poche e tranquillissime curve eccomi a Prignano, il borgo è molto bello, curato, insolito. L’ingresso di Santomiele passa quasi inosservato, mi aspettavo una fabbrica e mi trovo davanti ad un elegante portone in cristallo. All’interno mi accoglie un ragazzo tanto gentile quanto preparato, Giuseppe. Nella grande sala bianca, luminosa e profumata, campeggia un magnifico pianoforte da concerto, cui fa da contraltare un modernissimo camino bianco, al centro della stanza un tavolo su cui è esposto il meglio della produzione. Elegantissime confezioni con colori coloniali che rimandano alla natura, alla terra, agli alberi, ai fichi. Sul pavimento in nuvolato frasi in greco ricordano lo splendore della Magna Grecia e la filosofia di Santomiele. La visita è coinvolgente ed emozionante, tutti i sensi vengono sollecitati: l’olfatto non solo per il profumo che mi ha accolta, ma perché in ogni stanza c’è un aroma predominante, una fragranza che ricorda la natura circostante, si amplificano ad ogni passo gli odori degli agrumi, dei fichi, si sente chiaro lo zucchero, il cacao, le spezie, un trionfo incredibile che dal naso arriva dritto al cervello e ritorna al cuore. La vista, neanche a dirlo è sottoposta ad una specie di festa di colori e meraviglie. La lavorazione manuale dei fichi ha qualcosa di magico, osservare l’amore e la cura nel toccare il prezioso frutto è davvero un’esperienza unica. Ed è proprio il tatto ad avere le sollecitazioni più interessanti, toccare, tenere tra le dita un fico secco, morbido, profumato, farcito con una noce e il finocchietto selvatico, tipico del Cilento, fa davvero la differenza, nulla a che vedere con i tanti prodotti disponibili in commercio, qui sto parlando di un piccolo scrigno che al gusto sprigiona reazioni assolutamente uniche. Gusto che in questo caso più che essere richiamato all’ordine è dolcemente invitato a scandagliare e riconoscere ogni piccola sfumatura dei sapori. La degustazione, parte fondamentale della visita, propone piccole delizie a base di fichi accostati ad altre prelibatezze locali. Connubi perfetti in cui prendono forma nuove esperienze sensoriali, la delicata melassa di fichi accostata ad una soffice mousse di ricotta di bufala con granelle di nocciole. E ancora, fettine di capicollo di fichi con pomodorini freschi e un filo di olio extravergine di oliva firmato Pietrabianca e qui, nel sentire il nome del frantoio la mia gioia è andata alle stelle e ho pensato che non poteva essere altrimenti, le eccellenze si attraggono, sempre e comunque. Ascoltare la storia della nascita di Santomiele è musica per le orecchie, passione, amore per il territorio, tenacia e rispetto per la natura, un mix che fanno di questo luogo, un importante gioiello del Cilento da maneggiare con cura. E così scopro che la storia parte dagli anni Trenta in una tenuta nei pressi di Paestum dove venivano coltivati i fichi della varietà Cultivar Dottato, qui noti come i Fichi Bianchi del Cilento e arriva fino ai giorni nostri. Nel 2010 il laboratorio Santomiele si trasferisce a Prignano dove, oltre alla lavorazione tutta artigianale del fico, aggiunge quella del cioccolato mediterraneo. Tutte le materie prime provengono dal terroir Italia: i fichi dal Cilento, le nocciole da Giffoni, i pistacchi dalla Sicilia, il bergamotto dalla Calabria e i limoni dal Parco Nazionale del Cilento. La mission dei fondatori era di arrivare all’eccellenza partendo da un lavoro semplice e a quanto pare ci sono riusciti. Attraversando le sale, osservando le varie fasi della produzione capisco quanto la passione possa muovere il mondo. I dipendenti qui sono parte di un tutto, si sentono partecipi e responsabili, sono artigiani che riescono ogni volta a sorprendere con creazioni originali che seducono non soltanto il palato. Questo posto, una vera Officina del Gusto, oltre ad essere una fabbrica è anche la location ideale per riunioni, piccole feste, cene romantiche, all’occorrenza galleria d’arte. La direzione è aperta alle proposte purché si tratti di occasioni volte alla valorizzazione del luogo, del territorio e che consentano la divulgazione della mission aziendale. Ma il motivo migliore per venire a Prignano è semplicemente quello di poter gustare i fichi nella loro massima espressione qualitativa. Difficile scegliere un prodotto in particolare della produzione Santomiele, tra i must però vorrei ricordare la Pigna, una calotta semisferica di cioccolato fondente al 70% che sorregge una cascata di sottili petali di fichi secchi e pinoli. Il Capicollo, fichi lavorati come fossero un insaccato da servire a fettine, la Melassa, delicato elisir che arricchisce ogni piatto, dai formaggi ai gelati, una chicca da tenere sempre in casa. Per veri amanti del Dottato consiglio di provare il Mastrodifesta, ma soprattutto i cioccolatini, Limonfichi, ai fichi e limoncello, Sciuscià con castagne e rhum, Scugnizzi, fichi tostati al cacao amaro e cannella. Avrei voluto che la mia giornata a Prignano, in quel luogo magico, non finisse mai, quindi ho richiuso alle spalle il portone di cristallo con un’unica certezza, non passerà molto tempo prima del mio ritorno.

Santomiele
Via Salita San Giuseppe, 58 – 84060 – Prignano Cilento (Sa)
Tel. +39 0974 833275
http://www.santomiele.it

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6 pensieri su “Santomiele, l’Officina del Gusto dove i fichi diventano “eccellenza”

  1. Leggendo il tuo post ho rivissuto tutte le meravigliose sensazioni provate visitando questo luogo magico! Non avresti potuto descriverlo meglio! Bravissima!!!!!

  2. Chi davvero vuole puó .
    Ma per potere e volere , bisogna prima sapere e, soprattutto , osare .
    ( Hernan H. Mamani )
    Complimenti !

  3. Pingback: Cilento sotto l’albero | zuccaecioccolato

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