Un’insolita Pasqua col conforto della pizza chiena

Inutile prendersi in giro, quest’anno sarà per tutti un’insolita Pasqua. Non è questa la sede per considerazioni tristi, la lontananza dai nostri cari è ben presente, è palpabile. Quindi, in questi giorni, preferisco concentrarmi su qualcosa di bello, di leggero. Un po’ ricordi e un po’ fantasia, questa sarà una Pasqua in cui di sicuro mi dedicherò meno alla cucina, perché per me cucinare è condividere, preparare insieme, tenere le mani in pasta raccontandosi la giornata appena trascorsa.

Questo non significa che la lascerò passare inosservata, diciamo che punterò sulla semplicità ripensando alle volte in cui in cucina non si poteva entrare per il sovraffollamento familiare. Era tutto un “mi fai assaggiare”, “metti più sale”, “più zucchero”, “posso aiutarti?”. Mi ritornano in mente le vacanze di Pasqua trascorse al mare, il mio mare. Le più lontane negli anni sono legate alle pastiere di mamma. Arrivavo da Roma sempre all’ultimo momento, ma lei si scomponeva pochissimo, la trovavo lì, in cucina, solare e sorridente, letteralmente sommersa da stampi, farina, canditi, ricotta, e avvolta dal profumo della crema appena fatta, mentre girava il grano. Il momento topico era quando tirava fuori il contagocce e, con la precisione di un chirurgo e l’aria da alchimista, lasciava cadere l’essenza di fiori d’arancio nell’impasto della Pastiera. Ne faceva un minimo di dieci di tutte le dimensioni, non ne ho mai colto il senso, perché, mi rincresce dirlo, è un dolce che non ho mai amato mentre per lei era la perfetta sintesi della primavera e della cucina del sud. Poi quell’incantesimo si è rotto e ora, dopo undici anni senza di lei mi manca moltissimo anche solo il profumo della sua pastiera. Ma la Pasqua da lei non era solo pastiera, era quiche ai carciofi, mantovana, uova dipinte, arrosti, “pizza chiena” e pizza di riso. Un trionfo di tradizioni rivisitate a modo suo, non ricordo che abbia mai eseguito una ricetta così come le veniva data, ci metteva sempre qualcosa di suo, di originale, il Loretta style che l’ha resa unica per tutti noi. E nel rispetto del suo ricordo poi ho cercato di omaggiarla ogni anno, ad aiutarmi c’è sempre stata Grazia, la sua ombra per anni, che le è stata vicina in ogni momento e che ora è il mio punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la casa al mare. In cucina è “mastra” in tutto e quindi anche le mie vacanze di Pasqua degli ultimi anni sono state all’insegna delle specialità preparate da Grazia. Insieme siamo una bella squadra, lei sforna prelibatezze con la semplicità con cui io bevo un bicchier d’acqua e io cerco di non essere da meno nel sistemare tutto sul tavolo e scegliere una mise en place adeguata all’evento. Tra i tanti piatti della tradizione cilentana che mi ha fatto scoprire, vorrei proporre proprio la Pizza Chiena, un trionfo di gusti e profumi che riportano alla semplicità delle cose perdute, alle coccole, un conforto necessario in gironi difficili.

Di seguito un’idea per la pizza chiena, è solo una delle tante varianti, non ho altre pretese che offrire uno spunto goloso…

Ingredienti per 6 persone

750 gr farina
200 ml di olio evo
300 gr di salumi a piacere (soppressata o prosciutto o salame) tagliato a dadini
500 gr di formaggio fresco magari primo sale
10 uova
200 gr di pecorino o caprino grattugiato ma se non si amano sapori troppo decisi va bene anche parmigiano
burro q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
prezzemolo a scelta
per l’impasto: unire la farina con l’ acqua fredda e l’olio fino ad ottenere una palla da riporre in frigo per almeno mezz’ora. Tagliare a dadini i salumi e il formaggio. A questo punto battere le uova con il prezzemolo, il formaggio grattugiato sale e pepe. Riunire tutti gli ingredienti e far riposare. Imburrare uno stampo rotondo e dividere in due la pasta. Lavorare l’impasto per ottenere due dischi di circa un centimetro di spessore, porre sul fondo dello stampo uno dei due dischi e disporre il ripieno in maniera omogenea facendo attenzione che i bordi dello stampo siano ricoperti dalla pasta. A questo punto adagiare l’altro disco di pasta sull’impasto e fermarlo con le dita o con la forchetta. Forno caldo per 30 minuti a 180°. La pizza “chiena” è ottima sia calda, forse meglio se tiepida, sia fredda.

4 pensieri su “Un’insolita Pasqua col conforto della pizza chiena

  1. Accettiamo la tua proposta, ti racconteremo la nostra preparazione alla Pasqua, Isabella da oggi è a dieta, ma venerdì si farà comunque il tortano. Virtualmente ve ne facciamo partecipi, virtualmente appunto, di solito lo facciamo e lo cominciamo a mangiare appena sfornato, lo finiamo poco dopo averlo portato in tavola.

    La pizza chiesa mi piacque quando l’ho assaggiata portata da Marilena….magari mi cimento ti farò sapere.

  2. Pingback: Pranzo di Pasqua in video chat | zuccaecioccolato

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